Friburgo


Friburgo in Brisgovia  è una città di circa 230.000 abitanti, situata nella Germania sud-occidentale e, più precisamente, all’inizio della Foresta Nera, nel sud della regione del Baden-Württemberg, a circa 15 km dal confine con la Francia e a 50 km dal confine con la Svizzera. Sorge ai limiti di un’area di origine vulcanica e gode di un clima particolarmente favorevole.
Oggi, la città si è sviluppata principalmente quale sede per attività di studio e ricerche (l’Università), ma anche intorno ad attività di tipo industriale, in particolare nei settori della tecnologia medica e farmaceutica, delle energie alternative e dell’elettronica.
In questa località si respirano dinamismo e voglia di vivere, con un’antica università che ospita trentamila studenti che si vedono girare in bicicletta o sdraiati in qualche parco cittadino o a ridosso del fiume Dreisam; da anni è diventata la capitale europea della Green Economy.
La numerosa popolazione studentesca influenza la vita culturale e sociale della città; vi si trova infatti un elevato numero di locali pubblici, teatri, cinema che, insieme ai molti monumenti presenti ne fanno una delle mete turistiche più visitate in Germania.

Già nel 1969 la città di Friburgo aveva adottato il suo primo piano generale per il traffico e il trasporto.
Il concetto alla base della mobilità di Friburgo è l’intermodalità. La stazione ferroviaria centrale è il punto nodale del traffico cittadino.
Molte parti della città sono zone pedonali, in particolare tutto il centro storico.
Oltre il 90% dei cittadini di Friburgo vive in zone in cui le strade hanno il limite di velocità dei 50 km/h, ma molte sono le zone con limite a 30 km/h ed alcune addirittura a 10 km/h.
Il numero di autovetture circolanti ogni mille abitanti (tasso di motorizzazione) è del 23% sotto la media nazionale; un valore elevato di questo indicatore se da un lato può essere positivamente associato al benessere economico di un paese, dall’altra porta con se un impatto negativo sulla qualità dell’aria, che è infatti riconducibile in larga parte al numero di vetture circolanti,.
Oggi a Friburgo più del 70% degli spostamenti avviene con mezzi pubblici, in bicicletta o a piedi e molti abitanti si vantano di non possedere l’automobile e considerano questa scelta come sinonimo di grande libertà.

A Friburgo si è deciso di investire in rinnovabili, innanzi tutto sul solare, ma anche eolico, biomasse e idroelettrico. Il fotovoltaico è passato da 0,008 MW di energia elettrica prodotti nel 1989 ai 21,2 MW prodotti nel 2011. Oltre ai MW elettrici prodotti da energia solare, vi sono 12,9 MW che provengono dall’eolico, 7,3 MW da biomasse e 1,4 MW da idroelettrico. Le energie rinnovabili sono state individuate come fattore di sviluppo economico.
A Friburgo le persone che lavorano nel settore della gestione ambientale, delle rinnovabili e della ricerca ad esse correlata sono circa 12.000 (il 3% del totale), con 2.000 imprese e un fatturato
di circa 650 milioni di euro. Se è vero che si tratta di un interessante esempio di sviluppo “dal basso”, è importante sottolineare che all’epoca non era certo la maggioranza della popolazione  che sosteneva le energie alternative, ma una parte molto attiva e molto preparata della cittadinanza, guidata da alcuni “visionari” e da un sindaco molto coraggioso. Solo quando si sono iniziati a vedere i primi risultati concreti la maggioranza della popolazione ha percepito l’introduzione delle energie rinnovabili come una storia di successo e ha sviluppato un orgoglio per tale scelta.
Chi ha partecipato alla costruzione della Friburgo sostenibile afferma che esistono alcuni elementi imprescindibili perché la scelta alternativa funzioni:

  • costi: le persone sono disposte a pagare un po’ di più per l’energia alternativa, ma non troppo di più (circa il 10% in più è una soglia indicativamente accettabile);
  • semplicità e velocità nell’ottenimento dei permessi;
  • trasparenza e severità dei controlli.