Friburgo


«Il compito più importante degli architetti e degli ingegneri
è quello di costruire edifici sostenibili
che siano attraenti e mozzafiato!
»

                                                                  Werner Sobek, Stuttgart

Friburgo in Brisgovia è una città del Baden-Württemberg, nella Germania sud-occidentale, in prossimità dei confini con la Francia e con la Svizzera.

Oggi è rinomata principalmente quale sede per attività di studio e di ricerca, ma anche di tipo industriale, in particolare nei settori della tecnologia medica e farmaceutica, dell’elettronica e delle energie alternative; posta ai limiti della Foresta Nera, da anni è la capitale europea della Green Economy.

Meta turistica tra le più visitate in Germania, fra i suoi 230.000 abitanti e i trentamila studenti della sua antica università si respirano dinamismo e voglia di vivere.

Già nel 1969 la città aveva adottato un piano generale per il traffico e il trasporto, e oggi più del 70% degli spostamenti avviene con mezzi pubblici, in bicicletta o a piedi.

Grazie all’intermodalità (con la stazione ferroviaria fatta punto nodale del traffico cittadino), molte aree urbane sono pedonali (in particolare tutto il centro storico), e oltre il 90% dei cittadini di Friburgo vive in zone soggette al limite di velocità dei 50 km/h, ma talora anche solo dei 30 o addirittura dei 10 km/h.

Con un tasso di motorizzazione (il numero di autovetture private circolanti ogni mille abitanti) progressivamente ridottosi fino a risultare inferiore del 23% alla media nazionale, la qualità della vita urbana (e quella dell’aria) a Friburgo è decisamente migliorata, per cui sono in molti a vantarsi di non possedere l’automobile e a considerare questa scelta come sinonimo di grande libertà.

A Friburgo si è deciso di investire in rinnovabili, innanzi tutto sul solare, ma anche eolico, biomasse e idroelettrico. Il fotovoltaico è passato dagli 0,008 MW di energia elettrica prodotti nel 1989 ai 21,2 MW prodotti nel 2011. Oltre ai MW elettrici prodotti da energia solare, vi sono 12,9 MW che provengono dall’eolico, 7,3 MW da biomasse e 1,4 MW da idroelettrico. Le energie rinnovabili sono state individuate come fattore di sviluppo economico.

A Friburgo le persone che lavorano nel settore della gestione ambientale, delle rinnovabili e della ricerca ad esse correlata sono 12.000 (il 3% del totale), con 2.000 imprese e un fatturato di 650 milioni di euro. Se è vero che si tratta di un interessante esempio di sviluppo “dal basso”, è importante sottolineare che inizialmente non fu certo la maggioranza della popolazione a sostenere le energie alternative, ma una parte molto attiva e molto preparata della cittadinanza, guidata da alcuni “visionari” e da un sindaco molto coraggioso. Solo quando si sono potuti vedere i primi risultati concreti la maggioranza della popolazione ha percepito l’introduzione delle energie rinnovabili come una storia di successo e ha sviluppato un senso di orgoglio per tale scelta.

Chi ha partecipato alla costruzione della Friburgo sostenibile afferma che esistono alcuni elementi imprescindibili perché la scelta alternativa funzioni:

  • le persone sono disposte a pagare un po’ di più per l’energia alternativa, ma non troppo di più (il 10% è la soglia indicativamente accettabile);
  • semplicità e velocità nell’ottenimento dei permessi;
  • trasparenza e severità dei controlli.